I NOSTRI SERVIZI

di cosa si occupa la cooperativa

 

PULIZIE / SANIFICAZIONE

La qualità dell’ambiente di lavoro è importante per la creatività e la produttività e dunque anche la pulizia degli ambienti di lavoro deve essere garantita in modo efficiente; la nostra cooperativa tramite l'ausilio di prodotti e macchinari professionali garantisce ambienti puliti e igienicamente sicuri. Come negli uffici e aziende, la Cooperativa ABC Dolomiti garantisce locali igienicamente sicuri anche in ambienti sanitari quali ospedali e case di riposo, soddisfacendo le specifiche esigenze di ogni struttura. Anche in questo difficile settore, opera secondo procedure ben definite e con attrezzature innovative. Programmazione e cura nel servizio oltre che un controllo costante, sono la garanzia di elevati standard qualitativi.

RISTORAZIONE / SERVIZI MENSA

Servizio aggiuntivo al confezionamento del pasto (curato dalla cucina della Scuola dell’infanzia), ovvero ritiro dei contenitori con i pasti, successivo trasporto nei locali di distribuzione, distribuzione dei pasti e successivo lavaggio delle stoviglie.

INSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO DI PERSONE SVANTAGGIATE PER RIPRISTINO AMBIENTALE - MANUTENZIONE DEL VERDE - SUPPORTO ALL'ANIMAZIONE PRESSO LE CASE DI RIPOSO

La cooperativa ABC Dolomiti essendo una cooperativa di Tipo B, offre opportunità lavorative a persone svantaggiate impiegandole in modo particolare per i servizi di pulizia, di ripristino ambientale, di gestione e manutenzione del verde (INTERVENTO 19 E LAVORI DI SVILUPPO E MIGLIORAMENTO DEL TERRITORIO diversi dall'intervento 19, ma concepiti per tamponare la situazione di disoccupazione dilagante nei comuni).

 

 

ASSISTENZA E COMPAGNIA AGLI ANZIANI

• Servizi di accompagnamento per necessità personali, visite mediche, acquisto farmaci, commissioni varie, disbrigo di incombenze burocratiche e per recarsi dal parrucchiere, lavanderia ecc.;
• Servizi di accompagnamento per favorire i rapporti con la comunità (organizzazioni associative, feste, ricorrenze, momenti religiosi di culto, amicizie, visita a parenti, frequenza attività socio-culturali-ricreative in compagnia, ecc.;
• Aiuto per gli spostamenti con l’utilizzo di ausili tipo carrozzina;
• Attività presso le abitazioni come l’accensione del fuoco nella stufa e il riordino della legna, attività di animazione tipo la lettura, aiuto nella scrittura o l’esecuzione di lavori di hobbistica, compagnia, attenzione ed intrattenimento;
• Fornitura acquisti, recapito della spesa, fornitura di farmaci a domicilio;
• Aiuto nella formazione e mantenimento dell’orto.
• Attività di assistenza diretta dell’ospite presso la Casa di Riposo nell’assunzione del pasto e nell’idratazione ove necessaria e previo verifica di idoneità del lavoratore del progetto intervento 19 a ciò dedicato;
• Sostegno presso la Casa di Riposo dei progetti di mantenimento dell’autonomia nella deambulazione su specifiche indicazioni dei fisioterapisti;
• Accompagnamento gli ospiti all’interno della struttura agli appuntamenti fissati con parrucchiera e podologa, sostenere progetti di cura e bellezza della persona, ponendo attenzione alle esigenze degli ospiti rispetto alla cure estetiche.

INTERVENTO 18 – INSERIMENTO PERSONE SVANTAGGIATE – INVALIDE CON PATOLOGIE MENTALI E FISICHE

Destinatari dell'Intervento 18 per l'attuazione di progetti individualizzati destinati allo sviluppo dell'occupabilità di persone svantaggiate sono appunto le persone disabili o svantaggiate, certificate o segnalate dai servizio socio – sanitari, nonché persone con dipendenze indotte. Uno degli aspetti più preoccupanti del fenomeno della disoccupazione è proprio legato al fatto che essa tende a concentrarsi sulle persone svantaggiate, cioè persone che, anche in presenza di una situazione favorevole dell’economia e del mercato del lavoro, continuano a trovarsi in situazioni di marginalità ed esclusione. Svantaggiata è, infatti, qualsiasi persona appartenente ad una categoria che abbia difficoltà ad entrare, senza assistenza, nel mercato del lavoro. Una parte di questo svantaggio è così grave da essere riconosciuta e presa in carico dai servizi pubblici: è l'ipotesi di svantaggio certificato che ricomprende, ad esempio, disabili fisici, sensoriali, psichici, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, detenuti e ammessi alle misure alternative alla detenzione. Un’altra quota rilevante degli svantaggiati è costituita invece da soggetti che, pur non rientrando in categorie definite e facilmente censibili, subiscono processi di indebolimento e marginalizzazione che comportano l’esclusione dal mondo del lavoro: disoccupati di lungo periodo, immigrati all’inizio del proprio percorso migratorio, adulti soli con figli a carico, lavoratori over 40 espulsi dal mercato del lavoro. Molte di queste persone, lasciate senza sostegni, rischiano di arrivare ad uno stato tale di devianza che confluisce nello svantaggio certificato. Per le persone svantaggiate il lavoro svolge dunque un ruolo fondamentale in quanto l’attività lavorativa favorisce la costruzione e il riconoscimento di un’identità attraverso il ruolo professionale e l’inclusione nella rete sociale. Il lavoro, quindi, non fornisce solo reddito, ma è luogo di realizzazione, di rafforzamento di fiducia e rispetto di sé, di scambio e di relazioni sociali, di valorizzazione, di apprendimento, di accrescimento personale e professionale e di acquisizione di indipendenza e autonomia. Lavorare costituisce un elemento fondante e qualificante nella costruzione di un percorso di inclusione sociale, diventando il punto di partenza per un percorso di crescita umana e di riabilitazione sociale. L'inserimento lavorativo di persone svantaggiate si realizza con la progettazione di percorsi personalizzati e finalizzati all'acquisizione di capacità ed attitudini, come la socializzazione, l'acquisizione della dimensione lavorativa globale, l'apprendimento dei compiti, la professionalità, l'autonomia e l'organizzazione del lavoro, la valutazione dei risultati. Si tratta, a titolo di esempio, di persone che soffrono di svantaggio fisico, psichico o sociale che limita la loro possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, quali disabili fisici con invalidità superiore al 46%, psichici, ex tossicodipendenti, ex carcerati; l'inserimento lavorativo per il tramite della cooperativa sociale viene dunque inteso e vissuto come momento di verifica e di ripresa di contatti con la realtà.